Comunicare una via diversa, per il turismo e lo sviluppo della Regione. Emilio Pursumal, Esperto in Coaching e Comunicazione Creativa

Comunicare, narrare una via diversa, per il turismo in Sicilia e per lo sviluppo della Regione

I passaggi principali dell’importante intervento alla Digital Business Week di Emilio Pursumal, Esperto in Coaching e Comunicazione Creativa

Di Martina Ginasi ed Emanuele Martinelli

 

Il pensiero brillante di Emilio Pursumal ci ha aiutato a capire con quali dinamiche Palermo può segnare il tracciato per una nuova idea di turismo declinata sulle persone e verso il mondo; con la sua capacità di comunicare ha dato un contributo importante alla Digital Business Week palermitana raccontando la sua esperienza in primis da cittadino siciliano “ritrovato”.

“Ho vissuto a Milano per più di vent’anni, prima per studio, poi per lavoro- racconta Pursumal, dopo di che ho deciso di tornare e continuare da qua la mia professione in ambito comunicazione e ora di coaching a supporto delle imprese.. Proprio fuori dalla Sicilia ho capito meglio cosa mi mancava e quanto valore può oggi trasmettere e vendere la Sicilia fuori dai propri confini e in particolare al nord Italia e all’estero. Fare esperienza fuori con intelligenza e ascolto vuol dire poi riuscire anche a guardare in modo diverso le potenzialità del nostro territorio e soprattutto i bisogni più profondi che può soddisfare per coloro che vivono a Milano, Torino, Bruxelles o New York. Perché dovrebbero venire qui, che cosa davvero li può fare emozionare al punto da farli sognare di ritornare?

Bisogna smettere di essere provinciali, adeguare ed elevare gli standard ma al tempo stesso riappropriarsi della nostra identità in chiave moderna.

Da molti anni non si vende più il prodotto in sé, l’oggetto e la sua funzione d’uso; ciò che il consumatore evoluto di oggi vuole acquistare è qualcosa di molto più profondo, diciamo la verità: di impossibile che il prodotto-servizio rende possibile per un attimo.

È questa la magia del brand, la garanzia per tutti di qualità, ma soprattutto il valore personale ed esclusivo “per me”. Attraverso i consumi si vivono quindi valori, come la libertà, la bellezza, l’originalità, la ribellione, l’infinito, la solitudine, l’amicizia, l’esotismo…

La comunicazione è un problema che non riguarda solo la nostra isola, è un concetto complesso da applicare a un luogo e non a un oggetto. Pensiamo banalmente alla parola stessa “turismo”: ci sarebbe da discutere se è ancora corretto utilizzare questo termine. Per il viaggiatore adulto e “colto” potrebbe risultare oggi discriminante e negativo. Infatti preferisce definirsi, o meglio, “si sente” viaggiatore, quindi la parola chiave che racconta  il valore in questo caso è dunque il viaggio; perché allora parlare di turismo e non per esempio di accoglienza, esplorazione, sorpresa, incontro, diversità, quando pensiamo alla Sicilia? Perché viaggiare in Sicilia?”

“A parte i media di settore, non ricordo in generale – continua Pursumal – una tradizione di campagne e di comunicazione sistematica e profonda a sostegno del turismo e del viaggio in Italia, non è un problema strettamente siculo ma comprende l’intera penisola. Cosa ci è rimasto di brand, di marchio, di fortemente riconoscibile, relativamente all’esperienza del viaggio nel nostro paese, al di là che siamo quelli del rinascimento?

Oggi si parla tanto di comunicazione legata al turismo esperienziale e in effetti le prospettive sono davvero incoraggianti. In questo senso il digitale potrà inventarsi molto anche per la pre-vendita o per un’interazione nuova dei luoghi e della storia. Occorre però anche una narrazione nuova e di network della Sicilia di oggi, che davvero non è più quella delle coppole, e vorrei stimolare i nostri lettori a concentrarsi in modo profondo su questo aspetto. La Sicilia che piace è sempre stata raccontata dagli artisti e dai letterati, da Tornatore a Sciascia al Montalbano di Camilleri; ecco, quando quest’ultimo esclama “sto mangiando, non parlo” crea un valore, racconta un elemento di distinzione che oggi la pubblicità non è in grado di fare. O meglio, la Sicilia non è un prodotto che può esser messo nelle mani dei pubblicitari senza un accurato e nuovo sguardo per un brief molto più dettagliato e approfondito. Insomma, prima dei pubblicitari, occorre una regia condivisa.  E poi d’accordo il mito, ma torniamo appunto a spingere l’esperienza: non sempre la mediazione è in grado di arrivare a quello che l’esperienza diretta ti fa vivere; il contatto personale, il vissuto, sono situazioni impagabili, è necessario trovare una modalità di racconto appropriata. Il digitale può dare un supporto tecnologico, ma non potrà mai sostituirsi ad un assaggio di vino; si può spiegare come e le circostanze in cui avviene, ma narrare le sensazioni che comporta sorseggiare un calice diventa una bella sfida su cui va riflettuto a fondo.”

Emerge dalle parole di Pursumal, in modo diretto, un bisogno forte di comunicazione professionale, che deve trasformarsi in uno degli asset strategici fondamentali, non solo per la Sicilia ma per l’Italia intera.

“È strategico concentrarsi su questo punto perché se fatto con qualità darà risultati importanti in un tempo medio e non richiede necessariamente investimenti milionari da mettere in campo a breve. Ovviamente i fondi sono necessari ma le tempistiche possono essere diverse da quelle delle infrastrutture e mettersi quindi in moto più velocemente. Le competenze in ambito tecnologico nel Paese ci sono, il margine di miglioramento è ampio ma abbiamo tutte le carte in regola per poterle accrescere; a differenza invece del fare rete e della capacità di sviluppare una nuova sensibilità per la comunicazione, ambiti in cui viviamo un ritardo e registriamo una mancanza più culturale che tecnica che va colmata al più presto. Per questo invito a riflettere sul tema della narrazione, su come far collaborare pubblico e privato per colmare questo gap e far nascere una scuola che abbia un forte impatto anche in termini creativi, che sia in grado di comunicare cosa rappresenti la nostra terra e favorire la cultura della rete. In Sicilia non abbiamo capacità di fare network, Milano e le realtà più business oriented ci potrebbero insegnare molto da questo punto di vista. Apriamoci quindi come cittadini e reti – ha chiuso Pursumal – e in seguito occupiamoci di sviluppare al meglio la narrazione, senza dimenticare il fascino letterario che da sempre ci caratterizza”.

Considerazioni che aprono a nuovi orizzonti aprendo a spunti di riflessione su una diversa al concetto stesso di sviluppo.

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