Colture per biocarburanti, nei campi fotovoltaici

La principale critica rivolta aI solare fotovoltaico – specie quello a terra – è quella di occupare grandi porzioni di terreni, un tempo dedicati alla coltivazione.
Sulla base di modelli realizzati al computer, i ricercatori dell’università americana di Stanford stanno studiando un sistema efficace per sfruttare nel modo più completo un’installazione fotovoltaica, non limitandosi alla produzione di energia.
Infatti, oltre a catturare i raggi del sole, un campo fotovoltaico potrebbe ospitare la coltivazioni di piante selezionate. Colture da fare crescere proprio grazie all’energia del sole.
E non solo. Le specie nate sotto i pannelli potrebbero in seguito essere utilizzate per produrre esse stesse energia, questa volta sotto forma di biocarburanti.
L’idea è senz’altro interessante e si adatta bene ai climi aridi dove piante come agave o simili possono crescere senza bisogno di eccessive quantità d’acqua. A questo proposito, per annaffiare i vegetali si userebbe l’acqua prevista per pulire dalla polvere e dalla sabbia i pannelli fotovoltaici. Operazioni – quelle di pulitura – già previste e preventivate che non andrebbero a incidere nè sul budget nè sullo spreco di preziose risorse idriche. Inoltre, la presenza di piante sotto o vicino ai moduli fotovoltaici potrebbe rivelarsi un utile modo per limitare il deposito di polvere.
Originaria del Nord e Sud America, l’agave può essere utilizzata per produrre etanolo liquido, un biocarburante che viene miscelato con benzina o usato per alimentare i veicoli a etanolo. Rispetto al mais o ad altri cereali, dall’agave è possibile trarre una maggior quantità di etanolo.
Secondo Sujith Ravi, uno dei ricercatori impegnati nel progetto, il sistema è pensato per ottimizzare al meglio le risorse (idriche, soprattutto) proprio in quelle aree dove sono più scarse, come le zone desertiche o semidesertiche del sud ovest degli Stati Uniti.
È un modo efficiente per ottenere energia (sotto due forme, solare e biofuel) da luoghi incolti o difficilmente coltivabili.
Le simulazioni al computer si sono concentrate sulla zona di San Bernardino, nella California del sud, area ottimale per dare inizio alle sperimentazioni.

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