Anello digitale di Palermo: l’infrastruttura attivatrice di Futuro. Cesare Lapiana e Salvatore Morreale, Sispi

Anello digitale di Palermo: l’infrastruttura attivatrice di Futuro

Incontro con il presidente Cesare Lapiana e il direttore generale di Sispi, Salvatore Morreale

 

 

Sispi è l’acronimo di Sistema Palermo Innovazione, la società il cui unico azionista è il Comune di Palermo che guida il Sitec, Sistema Informatico e Telematico. Per la forte volontà dell’amministrazione Sispi è diventata il cuore tecnologico delle città, come hanno ben spiegato il suo presidente, Cesare Lapiana e il direttore generale Salvatore Morreale durante la Digital Business Week. “L’evoluzione del digitale apre opportunità straordinarie alla città, sia in termini di servizi che di business – ha aperto Lapiana. Tutte le trasformazioni nella vita partono da una volontà, e da questo punto di vista l’amministrazione si è mossa in modo lungimirante, con vision e adeguate azioni per reperire le risorse necessarie per portare Palermo a divenire in pochi anni una città totalmente digital. Questo comune ha una visione innovativa che ha determinato un riposizionamento di Sispi rispetto al progetto originario del 1988; allora l’obiettivo era di informatizzare la macchina comunale mentre ora, dopo l’intenso lavoro dell’ultimo quinquennio, è di trasformare la città in un presidio dell’innovazione vero e proprio. Un progetto che racconta in modo del tutto nuovo quale dev’essere il ruolo del pubblico, in grado di muoversi su scelte strategiche, come ha ben detto il nostro sindaco durante le diverse sessioni della DBW.”

“Quello che dice il presidente è corretto – ha continuato Morreale; per realizzare una città digitale Palermo si è subito mossa sull’ambito infrastrutturale, e dispone oggi di un importante asset in fibra, il famoso anello digitale, oggi il più esteso d’Italia; opera rimasta per diversi anni inoperativa, oggi pronta invece a ospitare una molteplicità di servizi. La salvaguardia di un anello inutilizzato è piuttosto complicata, per questo quando ci si è trovati di fronte alla scelta se smantellarlo o tenerlo, si è optato per farlo ripartire e rilanciarlo quale imprescindibile asset strategico. Oggi l’anello è un’infrastruttura che serve tutta la città di Palermo, compreso naturalmente edifici e servizi della Pubblica Amministrazione, con una struttura di convergenza sul quale confluiscono dati che per esempio riguardano i servizi wi-fi all’utenza. Un’idea di wi-fi che si sta sempre più trasformando in una piattaforma, caratterizzata da prestazioni che arricchiscono l’offerta e non offrono il solo accesso libero in una serie di punti della città. Per esempio, è cambiato il modello di video sorveglianza che diventa intelligente, una telecamera è un sensore, un device che sul territorio ci allerta di innumerevoli situazioni; è un mondo che sempre più sta integrandosi con l’intelligenza artificiale, che ci aiuta a rendere dinamicamente presenti, senza il bisogno di una risorsa fissa, sensori e dispositivi che in altri tempi andavano presidiati e osservati. Oggi questa infrastruttura è fortemente proiettata nell’incrementare il network delle società presenti in città, ma anche nel garantire quel valore aggiunto che è l’innesto di esperienze pubblico/private; con l’obiettivo di ottenere un vantaggio competitivo da questa situazione in termini di servizi a valore aggiunto. Immaginiamo un comune – prosegue Morreale – nel quale la Ztl, le corsie preferenziali, i semafori, la gestione della flotta, oltre a essere gestiti come silos per assolvere a funzioni specifiche, interagiscono in modo integrato. Condividendo le infrastrutture e facendole interoperare (in una prospettiva di medio termine anche a livello nazionale), si crea una base consistente e affidabile di dati gestionali in grado di proiettarci in un modello dove tutte queste informazioni possono trasformarsi in valore (anche economico) e strumenti di governance, cambiando progressivamente la configurazione del territorio stesso.”

Oggi Sispi è una realtà sia imprenditoriale che istituzionale in grado di intercettare tutto ciò che compete al comune nell’ambito della mobilità, dell’ambiente, delle specifiche attività che le società comunali svolgono assolvendo alla loro doppia funzione: garantire una componente di base di servizi aumentando la capacità competitiva delle aziende pubbliche comunali, normalizzando e gestendo processi; aggregare dati utili a rendere la città più organizzata, più Smart.

“Parlare di Smart City pare diventata un’etichetta, che dovrebbe invece indicare una vocazione comune all’innovazione, mentre spesso parla di città che finiscono vittime di sé stesse. Oggi è riduttivo interpretare il concetto di Smart City come la sommatoria organizzata di processi che servono a rendere la vita delle persone e del territorio più serena e più libera, riscattando anche opzioni e opportunità di insediamenti di lavoro. Anche a seguito della pandemia che stiamo attraversando, registriamo accelerazioni che parlano di territori in grado di esprimere una capacità competitiva sul mercato nazionale e internazionale straordinaria; opportunità che si sono create a prescindere dalle tipologie di infrastrutture ma che continuano a proliferare proprio attraverso l’implementazione del digitale. Pensiamo al Coworking, al South Working nell’accezione locale, un’esperienza che non sostituisce il pubblico al privato ma crea un modello di insediamento professionale dando un vantaggio competitivo al territorio; tutto questo è possibile grazie all’infrastruttura digitale e a un’azione propulsiva dell’ente nel favorire e nel credere in queste iniziative, dandone comunicazione a livello locale e nazionale, se non internazionale, come sta ben facendo la DBW. L’anello telematico infatti è a disposizione non solo per rendere economicamente sostenibili gli investimenti in nuovi servizi, ma per dare spinta propulsiva alla rete di filiere imprenditoriali che trovano qui una possibilità di insediamento straordinario.”

Questa fase, che peraltro presenta una buona dotazione in termini di risorse economiche, certamente non ricca rispetto ai fabbisogni ma adeguata a iniziare un processo di cambiamento, è vissuta da Sispi come un laboratorio, dove le governance su esperienze che appartengono alla storia di ciascuno possono trovare un tavolo di confronto.

“Vogliamo condividere un modello di sviluppo del territorio – ha chiosato Lapiana – in grado di far crescere la qualità della vita con un’offerta di servizi congrua; digitalizzare vuol dire approcciare le cose con altra mentalità e ridisegnare i processi in funzione anche di idee creative.”

“La Digital Business Week a cui stiamo attivamente partecipando – ha concluso Morreale – vorrei si tramutasse in opportunità concreta per una serie di operatori; davvero auspico quindi si possa dar vita a un processo in grado di implementare filiere produttive che portino non solo servizi ma idee, visioni, progetti e futuro. Non solo per la città e la sua area metropolitana, ma per la Regione stessa, all’interno di un contesto sempre più internazionale e globalizzato.”

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