Risorse idriche, Italia perde il 40%

Il rapporto Istat “Utilizzo e qualità della risorsa idrica in Italia”sullo stato idrico italiano evidenzia numeri allarmanti per quanto concerne le perdite idriche nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile, con numeri che si aggirano oltre il 40%. 

I numeri complessivi delle perdite idriche nelle reti comunali su tutto il territorio nazionale considerano più del 40% dell’acqua potabile immessa negli acquedotti che va sprecata, rappresentando di conseguenza un deficit che porta inevitabili conseguenze ambientali, oltre che economiche, energetiche e sociali.

Un altro tema cruciale analizzato dal rapporto Istat considera la qualità dell’acqua che viene restituita all’ambiente a seguito del trattamento delle reflue urbane. Per i grandi impianti di depurazione (>50.000 abitanti equivalenti) viene sviluppata un’analisi sull’efficienza del trattamento di depurazione e sui fanghi prodotti. Il rapporto considera che la stima della domanda di depurazione nel 2015 si attesta intorno ai 98 milioni di Aetu (Abitanti equivalenti totali urbani) contro i circa 75 mln effettivamente depurate.

Una situazione allarmante certo, ma non sconosciuta, se si considera che solo nel 2018 il Centro Studi Cresme, in collaborazione con la Fiera ACCADUEO, ha prodotto il primo rapporto congiunturale e previsionale sull’innovazione e sul mercato delle reti, dei sistemi acquedottistici, fognari e di depurazione in Italia con una prospettiva che prende in esame gli anni dal 2018 al 2020, ponendo l’attenzione sulla questione in modo drammaticamente chiaro.

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